Peter Stain
Nel 1960 sono stato per la prima volta in Africa, e dopo sono
tornato spesso (Sudan, Etiopia, Kenya, Tanzania, Nigeria, Togo,
Burkina Faso, Mali).
Non posso immaginarmi lo sviluppo della mia personalità senza
l'esperienza africana.
Ho imparato che una grande cultura non deve essere
necessariamente basata sulle parole scritte, che una cultura non
verbale, come la danza e l'attività rituale africana, è sullo
stesso
livello delle cosiddette culture "alte", e che la cultura africana può
vantare molti pregi: libertà, flessibilità, capacità di assimilazione
e combinazione di diverse influenze culturali eccetera.
Ho imparato un'immagine diversa della donna: ho incontrato
soltanto in Africa donne con il "camminare dritto", con sicurezza
di sé, con fierezza di sé.
Ho imparato che cosa sia veramente un continente, vasto, largo,
differenziato, articolato, ma anche un'unica unità. E con la gente che
può orientarsi senza bussola in quest'immensità.
Ho imparato cosa vuol dire veramente soffrire e sopportare,
essere provato duramente e nonostante questo mai perdere
la gioia della vita. Ho osservato come sopravvivere con dignità.
Abbiamo molto da imparare dagli africani!