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Roberto Vecchioni

Noi stiamo aspettando
da questa, da tutte le sponde da dove
abbiamo inseguito immaginari
superbi soli illudere
le nostre navi spedite alla conquista:
la spuma portò di ritorno
speranze cadaveri
e rabbia gettata sul suolo
fu l'unico seme.

Noi stiamo aspettando. Da soli
non siamo capaci, non v'è
Più risposta nei sensi, nel sangue,
nei trucchi del cuore,
non c'è che una notte di resti e rifiuti
di avanzi e di sconsolato azzannarci
per esserne servi padroni.

Vi stiamo aspettando.
I nostri bambini non sanno
sorridere e i grandi non piangono, forse
qualcuno può ancora insegnarci
quel canto di culla, spirito
lieve che ha voce di vento ed è nella
barca squassata, nel fiore
che ieri non c'era, nel cielo
più largo di ogni orizzonte.

Voi siete la sola più grande scommessa:
prendeteci uno per uno, portateci
uno per uno per mano
mostrateci come si fa a cominciare
di nuovo, a credere ancora , io
voglio sentire l'aurora e i battiti d'ali, io
voglio imparare a parlare
cantando
e a vivere non di frammenti o di lampi
e a vivere il tempo dei piedi
battuti sui campi, l'odore
e il colore, la festa del verde, la gioia
che abbiamo perduto per sempre.

Voi siete la sola speranza:
vi chiedo perdono, vi prego
insegnateci ancora
che tempo dobbiamo portare,
che sia come un nuovo mattino,
che sia il più vicino
ai battiti del vostro cuore.