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I promotori dell'iniziativa

Piccolo Fratello è un'iniziativa promossa da:

Padre "Kizito" Renato Sesana e l'associazione "Amani"
Nato a Lecco nel 1943, Padre "Kizito" Renato Sesana è un sacerdote comboniano attivo da anni in Africa. Dopo aver operato nel Sudan nel pieno delle guerre civili e in Zambia, dove ha costituito una casa famiglia per ospitare persone indigenti e bimbi di strada, Padre "Kizito" si trasferisce a Kibera, uno slum a 7 km da Nairobi dove vuole riproporre il modello di comunità sperimentato in Zambia, in una città, però, molto più grande e dispersiva.

Dopo vari tentativi, padre "Kizito" fonda Koinonia (che significa fraternità), una comunità che ha lo scopo di proteggere i bambini di strada, un vero e proprio microcosmo di fede e speranza. Tra i numerosi risultati conseguiti da Koinonia, si possono ricordare: la "Casa di Anita" e la "Casa di Kivuli" (che significa rifugio). Nella casa di Anita, il concetto tradizionale di famiglia si estende oltre ai legami di sangue: tre famiglie keniote infatti hanno adottato ciascuna otto bambine di strada. La casa di Kivoli è una casa rifugio che ospita una cinquantina di bambini di strada del quartiere di Riruta, offre attività ricreative ad altri 150 bambini e finanzia gli studi per una settantina di ragazzi.

Amani (che significa pace) è la ONLUS di Padre "Kizito" che coordina tutte queste attività e che si impegnerà a raccogliere i fondi da destinare alla costruzione in Kibera (o nelle immediate vicinanze) di una nuova casa famiglia, necessaria per accogliere ed educare il maggior numero dei bambini di strada.


Banca Mediolanum e la Fondazione Mediolanum
Hanno deciso di rivolgere tutte le loro attenzioni, nel campo della solidarietà sociale, al problema dei bambini di strada. L'obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita e la loro educazione scolastica.
La Fondazione Mediolanum e Banca Mediolanum vogliono soprattutto impegnarsi ad offrire a questi bambini, gli strumenti necessari per modificare le loro condizioni di vita. Per consentire un'esistenza dignitosa nel territorio in cui vivono, attraverso lo sviluppo delle loro tradizioni e della loro cultura.