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Laura Boella

C'è una relazione tra sè e i propri sentimenti e tra sè e ciò che è
altro che è di assoluta coincidenza e identificazione, di conquista
e occupazione - o io o l'altro - senza misura e ascolto reciproco.
Una situazione in cui non c'è distanza tra l'io e l'altro e le due
figure rimangono schiacciate sulla loro reciproca presenza
o assenza, si fronteggiano in un paesaggio senza prospettiva.
Questo paesaggio può però mutare. L'altro, colui o colei di cui non
si sa nulla, può essere accolto nell'anima, può diventare figura del
paesaggio interiore e conferirgli la profondità e la prospettiva che
prima non aveva. Allora può accadere ciò che accade nel verso di
Rainer Maria Rilke: "E sentii stranamente uno straniero dire:
io sono presso di te".