Maurizio Maggiani
L'Africa è mia madre. E non l'ho scelta io la madre mia, ma
non per questo mai potrò sfigliarmi di lei. Mi ha partorito dalla
sua pancia di cristallo liquido ottocento milioni di anni or sono,
pressapoco a 15 gradi nord dall'equatore, meridiano zero.
Mentre il cristallo sfrigolava raffreddandosi, qualcosa di sonoro
deve aver vibrato in certe molecole, e al posto di un celenterato
ameboide si è fatto pian piano strada ciò che resta in me
di mio padre. E che resterà finché ci sarà qualcosa di umano
nel mondo.
Là dove sono nato c'è ora deserto di pietre, e non una delle infinite
è stata incisa per ricordare l'evento. E' una fortuna per me, perché
alcuni milioni di miei fratelli che sono rimasti sul posto avrebbero
un altare a cui invocarela maledizione per un fratricida.